viernes 1 de mayo de 2009
m
y dijo que le costo trabajo llegar; que se quedo dormido y que por eso lo despidieron; perdida total declararon y sin contar que había salvado la vida ahora querían que la debiera. Que pagara todo. Por eso se fue, ahora tenía que manejar menos pero por más tiempo; aún no entendía a donde estaba llegando. Un nuevo y tan cercano lugar. Sólo que era necesario manejar despacio porque el camino era muy malo. 16 toneladas y con vueltas, doble sentido y sin señales. Estaba acostumbrado al manejo en el desierto..linea recta y mucha velocidad.. pero ahora la selva lo llamaba, la comunicación con el radio había cesado.. no lo entendía. Él que estaba tan acostumbrado.. le decían " pantera", pero ahora con quién platicaría, cómo haría para no dormirse. El café no le servía, tal vez con el destapa narices... pero había notado algo extraño. Los otros no le hablaron de eso; nadie lo menciono. tendría que aguantarse.. por vez primera, sin música , sin pastillas, sin radio, sin juego de luces con los otros carros.. por primera vez tenía que escuchar lo que pensaba. Comenzó a recordar; porque tenía que llebar a esos jovenes; quienes eran? les contó todo y ni siquiera recordaba sus nombres.
-
ssss…El momento.. eso que ni lo más inefable puede decir, la palabra que ni se escribe, que no se dice. Peor que la palabra que no se entiende, no es el juego del idioma desconocido, indomable. Ni los tres puntos suspendidos en el trapecio de las ideas. No. ahora es: Sshh, antes de la palabra, ssshhh se resbala en el sonido, casi ni se puede recordar, y acompaña una imagen, una que niega a la boca, una que detiene su movimiento. Juego adivinatorio de la mente. Invitado a no saber. estornudo momentáneo pero provocado. Amarga y casi dulce censura acostumbrada a casi hablar. Que tiene prisa por no decir aquello que alguien o acaso tu mismo puedas escuchar.
lunes 2 de marzo de 2009
premere a lungo...et all
Domani Smetto - Articolo 31
Loro mi dicevano - di stare
zitto e buono - Loro mi dicevano - tranquillo e cambia tono
- Loro mi dicevano - di non parlare con la bocca piena e
camminare dritto bene eretto con la schiena - di non andare
fuori tema e seguire lo schema oppure andare a letto senza
cena - di non creare un problema che non ne vale la pena
- di essere grato di essere nato nel lato del mondo che
in fondo in fondo è …perfetto …perfetto …perfetto,
perfetto come te... Letizia.
(scratch) E' una tipica espressione della vocalità e della
leggiadria del canto all'italiana.
Io non so bene quando è cominciato - a un tratto io non
obbedivo più – cara, è come dici tu davvero. Non so
che cosa m’abbia rovinato - è che ho iniziato a dire
troppi no - forse è per questo che tu m’hai lasciato
- e non ci soffrirò nemmeno un po'.
Rit: Ma mi spiace per ora non credo sia un mondo perfetto
- Domani Smetto - e meglio se richiami domani.
Loro mi dicevano - di stare sui binari - Loro mi dicevano
- rispetta questi orari - Loro mi dicevano - stai con i
piedi a terra - Loro mi dicevano - è giusta questa guerra.
Rit: Mi spiace per ora non credo sia un mondo perfetto -
Domani Smetto - ho anche lasciato su la tavoletta del cesso
- Domani Smetto - e faccio troppi viaggi senza avere il
biglietto - Domani Smetto - è meglio se richiami domani.
Loro mi dicevano - non calpestare l'erba - Loro mi dicevano
- non coltivare l'erba - Loro mi dicevano - ma che vestiti
porti - e i miei capelli erano o troppo lunghi o troppo
corti - e non lo metto il casco omologato - non metto a
dieta la mia identità - ho fatto il bagno dopo mangiato
- e sono ancora tutto bagnato.
Rit: Mi spiace per ora non credo sia un mondo perfetto -
Domani smetto - ho anche lasciato su la tavoletta del cesso
- Domani Smetto - e faccio troppi viaggi senza avere il
biglietto - Domani smetto - è meglio se richiami domani.
(scratch) E' una tipica espressione della vocalità e della
leggiadria del canto all'italiana…
Loro mi dicevano - di stare
zitto e buono - Loro mi dicevano - tranquillo e cambia tono
- Loro mi dicevano - di non parlare con la bocca piena e
camminare dritto bene eretto con la schiena - di non andare
fuori tema e seguire lo schema oppure andare a letto senza
cena - di non creare un problema che non ne vale la pena
- di essere grato di essere nato nel lato del mondo che
in fondo in fondo è …perfetto …perfetto …perfetto,
perfetto come te... Letizia.
(scratch) E' una tipica espressione della vocalità e della
leggiadria del canto all'italiana.
Io non so bene quando è cominciato - a un tratto io non
obbedivo più – cara, è come dici tu davvero. Non so
che cosa m’abbia rovinato - è che ho iniziato a dire
troppi no - forse è per questo che tu m’hai lasciato
- e non ci soffrirò nemmeno un po'.
Rit: Ma mi spiace per ora non credo sia un mondo perfetto
- Domani Smetto - e meglio se richiami domani.
Loro mi dicevano - di stare sui binari - Loro mi dicevano
- rispetta questi orari - Loro mi dicevano - stai con i
piedi a terra - Loro mi dicevano - è giusta questa guerra.
Rit: Mi spiace per ora non credo sia un mondo perfetto -
Domani Smetto - ho anche lasciato su la tavoletta del cesso
- Domani Smetto - e faccio troppi viaggi senza avere il
biglietto - Domani Smetto - è meglio se richiami domani.
Loro mi dicevano - non calpestare l'erba - Loro mi dicevano
- non coltivare l'erba - Loro mi dicevano - ma che vestiti
porti - e i miei capelli erano o troppo lunghi o troppo
corti - e non lo metto il casco omologato - non metto a
dieta la mia identità - ho fatto il bagno dopo mangiato
- e sono ancora tutto bagnato.
Rit: Mi spiace per ora non credo sia un mondo perfetto -
Domani smetto - ho anche lasciato su la tavoletta del cesso
- Domani Smetto - e faccio troppi viaggi senza avere il
biglietto - Domani smetto - è meglio se richiami domani.
(scratch) E' una tipica espressione della vocalità e della
leggiadria del canto all'italiana…
lunes 26 de enero de 2009
sábado 3 de enero de 2009

La noche se cae, te empapa los parpados, moja tus ojos de un nuevo sueño, deja sin aliento tus palabras, no hay espacio para uno y otro jadeo, los recuerdos no te dejan solo, son ellos los que atormentan y a cada momento su voz reaparece y engaña como si estuviera ahí, la noche cae y queda poco tiempo, buscas el camino ya trazado pero un pacificador sueño te persigue y la fatiga te atropella los pasos. Se apagan los sonidos, tu garganta y el monte te esconden, el equilibrio te traiciona, la noche es un delirio y burla la dolencia de aquello que ya no puede ser.
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